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ANIMAZIONE MUSICALE

"L'animazione musicale? – afferma Giovanni, ospite di una Comunità terapeutica per tossicodipendenti - è una valigia da portarsi dietro, con coperte, ombrelli, cibo, strumenti, giochi, … l'ombrello ti ripara, le coperte non ti fanno sentire solo e al freddo, il cibo ti sostiene per andare avanti". E Marina, che frequenta un Centro Sociale: "E' un gatto. Se vuoi ti fa le coccole, ma sa stare da solo e puoi non dargli confidenza se non ti va di averlo tra i piedi". "L'animazione è un palazzo - riflette Andrea, IV anno d’istituto professionale - se lo vedi sulla carta, non ti rendi conto di quanto spazio ci sia, di cosa ci puoi fare; poi vedi a poco a poco la costruzione e cominci a immaginare le persone, le cose, gli incontri che potresti fare. Può persino diventare casa tua dove trovare affetto e protezione". Per Giuseppe, altro ospite di Comunità è “ 'viaggiare'… per cercare di stare bene: solo che in questi viaggi non ti fai del male!”.

La sezione di Progetto Suono relativa alla Formazione prevede al suo interno un settore specifico, l’animazione musicale, considerata una branca della più ampio ambito dell’ Animazione Socio-Culturale.
Rivolta a tutti e a tutte le età, l’Animazione Musicale in particolare riguarda quei soggetti che vivono situazioni di disagio o svantaggio sociale, economico, culturale, psichico. Suo presupposto è che l’educazione al linguaggio musicale rappresenta un percorso maieutico e relazionale che va coltivato dall’infanzia e accompagnato per tutto l’arco della vita di ogni individuo a partire dalla sua reale condizione, dai suoi bisogni e dalla situazione socio culturale di cui fa parte. Nel quadro di una realtà complessa e articolata prevenire, gestire o recuperare situazioni di disagio significa trasformare i vincoli di ognuno in risorse personali, significa incentivare la consapevolezza di sé e favorire la relazione con gli altri. Un processo siffatto passa attraverso la musica e si lega a presupposti pedagogici, psicologici, antropologici, sociologici, semiologici, legati all’età e alla condizione del soggetto consentendo di far conoscere i potenziali della relazione persona/musica, musica/società.

ATTIVITA’

L’attività musicale è soprattutto di tipo laboratoriale. Il laboratorio musicale amplia l'offerta formativa dei soggetti coinvolti e si pone come "spazio della musica sperimentale" sia in termini organizzativi e strutturali che didattico - metodologici. Costituisce uno spazio fisico in cui la musica è fatta, vissuta, incontrata, concretamente; uno spazio dove tutti possono costruire o affermare le proprie identità attraverso una pratica educativa ludica, attiva, espressiva e creativa. Al centro dell'intervento trovano posto esperienze, motivazioni e modi di appropriazione che tendono a realizzare progetti con/sulla musica. Partendo dai presupposti dell'animazione musicale, intesa come pratica sociale volta a valorizzare i potenziali rimossi e latenti, le attività di laboratorio utilizzano tecniche e metodi propri dell'educazione musicale.
Collettiva e creativa, nella sua continua proposizione di scelte, di alternative, di comportamenti, l’attività di laboratorio mostra la realtà da punti di vista diversi in modo attento, disponibile ad accettare i conflitti e a immaginarne possibili risoluzioni. La musica, e l’esperienza musicale di ciascuno, possono essere un terreno importante di mescolanza di storie personali e di memorie. In questo contesto diventa decisiva la qualità dell’esperienza che l’animatore sa proporre, nella costruzione / ricostruzione di storie personali aperte al cambiamento. Il cambiamento può avvenire anche solo sentendosi stimolati alla libera espressione di sé o alla comunicazione con gli altri.

Ascoltare, accettare se stessi e gli altri, divertirsi, esprimere e soddisfare bisogni singoli e di gruppo, scaricare l’aggressività attraverso l’uso di uno strumento a percussione o attraverso il movimento corporeo, intervenire al momento opportuno, analizzare l’articolato linguaggio sonoro, creare, inventare, produrre, riprodurre, sono solo alcuni dei momenti che l’Animazione Musicale prevede. I contesti sono di ogni tipo, ma soprattutto: scuole, comunità terapeutiche, centri sociali, ospedali psichiatrici, reparti pediatrici, centri per anziani, circoli ricreativi, villaggi turistici, strada/piazze/quartieri, ecc...

I laboratori musicali sono:
» Formazione di gruppi musicali corali e strumentali (tastiera, chitarra acustica, percussioni)
» Ascolto musicale integrato ai linguaggi grafico-pittorico, motorio, verbale
» Espressione corporea abbinata alla musica
» Formazione di un coro
» Invenzione e improvvisazione vocale e strumentale
» Lettura dei film
» Drammatizzazione di storie
» Costruzione di strumenti poveri
» Globalità dei linguaggi.

FINALITA’

L’animazione è intesa, prima di tutto, come educazione alla creazione di un’identità personale e sociale globale, e, solo se il soggetto lo vuole, musicale:
» Strumento di espressione e comunicazione per ogni individuo
» Mezzo per avviare, sviluppare, e far crescere la comunicazione col mondo
» Opportunità d’incontro, collegamento e scambio con la realtà circostante
» Stimolo per provare piacere, nel rispetto delle regole musicali che spesso somigliano a regole di vita
» Modalità per gestire meglio se stessi e allontanare la devianza.

Attraverso la tecnica laboratoriale vengono tutelati valori quali:
» Il significato e il rispetto della vita, della dignità e del ruolo di ogni soggetto nella società;
» La pregnanza e l’importanza della relazione uomo/musica, musica/società.

METODOLOGIE
Ogni laboratorio è guidato da uno o più animatori specializzati che seguono metodologie basate sulla pratica e sui metodi attivi che tengono sempre presenti le esigenze, i bisogni, le risorse e le motivazioni dell'allievo.
I laboratori sono differenziati per contenuti e modalità d’approccio a seconda del contesto e dell’età. Prevedono l'utilizzo di repertori vari dalla musica leggera, al rock, dal blues, alla dance, dalla classica alla lirica.
Sono rivolti a gruppi e non ai singoli, da un minimo di tre ad un massimo di venticinque/trenta, a seconda della tipologia del laboratorio.
La durata di ogni laboratorio va da un minimo di 12 incontri ad un massimo di 40 nel corso di un anno. La durata degli incontri varia da un minimo di un’ora ad un massimo di due ore settimanali.